sabato 25 agosto 2012

Raku effetto mosaico


Oggi vi parlo di ceramica Raku. Si tratta si un'antica tecnica di lavorazione dell'argilla di origine giapponese (XVI sec.) legata alla “Cerimonia del tè”, antico rituale zen arrivato in Giappone dalla Cina durante il quale il tè veniva servito in aiuto alle lunghe ore di meditazione praticate dai monaci buddhisti. Le tazze utilizzate in questa cerimonia venivano realizzate artigianalmente. Di piccole dimensioni si scambiavano tra i partecipanti e potevano essere tenute nel palmo della mano.

Con l'arrivo in Occidente questa tecnica ha subito delle forti variazioni. In origine in Giappone non venivano utilizzati smalti e le ciotole erano di colore nero. Quando la tecnica viene introdotta in Occidente gli artigiani cominciano a sperimentare con ossidi e pigmenti così da scoprire bellissimi effetti con l'ossido di Rame, detta più comunemente “ramina”, che dà colori dall'azzurro al verde o se si è fortunati sfumature color rame o ancora con il nitrato d'argento che dà le tonalità oro o argento.



Tecnica

La cottura dello smalto avviene ad una temperatura che va dagli 800 ai 1000 C°. Il pezzo viene estratto dal forno ancora incandescente con delle lunghe pinze e messo a contatto con del materiale combustibile come segatura, pezzi di giornale o foglie secche. Successivamente si  inserisce in un contenitore ben chiuso, un pentolone o una lattina capovolta ed è qui che avviene la cosiddetta “riduzione”. Le parti non smaltate ancora ben porose assorbono il fumo diventando nere o grigie e gli ossidi si modificano dando vita a meravigliosi effetti madreperlati lucidi e iridescenti. Altra caratteristica della tecnica Raku è il craquelè. Per effetto dell'immediato raffreddamento lo smalto crepa ed il fumo penetra nelle fessure dando al craquelè un effetto scuro.



Il Raku oggi

Oggi ogni artigiano sceglie la sua strada, i suoi colori e il suo stile di Raku. Colori diversi ed effetti diversi ottenuti dall'esperienza e dalla sperimentazione. In questa tecnica sperimentare è fondamentale,  è la parte più divertente e che dà tante soddisfazioni. Ma il motivo per cui si ama e si fa Raku probabilmente è unico per tutti. Come nella cerimonia del tè questo tipo di lavorazione conserva in sé un certo rituale, utilizza tutti e 4 gli elementi in una sorta di rito magico che sorprende ogni volta. Ogni cottura una nuova esperienza e un nuovo oggetto, unico, originale e mai ripetibile ed questo il vero fascino della ceramica Raku.




Il mio Raku

Ho scoperto il Raku circa 4 anni fa e me ne sono innamorata letteralmente. Dopo anni di paste modellabili sintetiche ho scoperto l'argilla e la soddisfazione di plasmarla, affondarci dentro le mani e finalmente realizzare anche oggetti un po' più grandi. Dopo un piccolo corso l'ho portata dentro per un paio d'anni, poi mi sono decisa: ho costruito il mio forno e via al gioco. Prove su prove, smalti su smalti e tra soddisfazioni e delusioni mi sono divertita tantissimo. Oggi la mia più grande soddisfazione è di aver creato la mia cartella di colori, pochi ma brillanti e mi piace osservarli e pensare che il merito non è proprio tutto mio. Sono quasi un qualcosa di magico. D'altronde cos'è la chimica se non un po' magia??!! Qui un mio esperimento sui colori. Raku effetto mosaico e multicolor...

 

8 commenti:

  1. lavori meravigliosi!! questa tecnica è fantastica e tu sei bravissima!

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  2. Sono fantastici questi colori! io adoro la ceramica Raku proprio per la sua riuscita sempre diversa.
    Complimenti per questi pezzi, mi piacciono moltissimo.
    buona domenica
    sabrina

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  3. Grazie ragazze! Siete tutte molto carine!! Buona domenica a voi!!:)

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  4. Che magnifici lavori! Produrre oggetti con le proprie mani deve dare una grande soddisfazione!

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    1. Sì, dà tanta soddisfazione e soprattutto ti fa stare bene!!!

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  5. Uno splendido ricco e interessante blog il tuo, mi piace! Complimenti! Lo seguirò con piacere. Buon inizio di settimana. Ciao!

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    1. Grazie Katya! Benvenuta, è un piacere averti qui. Buona settimana anche a te!

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